Il 22 al 23 settembre torna uno degli appuntamenti più attesi dell’autunno irpino: la Macenata taglia il traguardo della decima edizione e riporta nel cuore del paese l’antico rito della pigiatura dell’uva.

Una festa che affonda le radici nella cultura contadina e che, anno dopo anno, si conferma come omaggio identitario alla terra e al vino.
Il tema scelto per il 2018 è quello delle “Contaminazioni”, filo conduttore di una kermesse che intende raccontare il legame profondo tra persone e territorio. Odori, sensazioni, memoria e gratitudine diventano così elementi di un racconto collettivo in cui il passato conserva il valore delle cose preziose. Il vino, nelle sue molteplici espressioni, si trasforma in un universo da esplorare: storie, luoghi e protagonisti si intrecciano con l’Irpinia, terra affascinante e troppo spesso imprigionata in cliché e stereotipi.
In questo contesto, il termine “Macenati” diventa simbolo di un impegno concreto per la salvaguardia di un’arte universale, quella vitivinicola, che rappresenta una delle anime più autentiche del territorio.
Protagonista assoluto resta l’antico rito della pigiatura dell’uva con i piedi, rievocazione fedele delle tradizioni rurali che hanno reso grande l’Irpinia. La due giorni si configura come un vero e proprio viaggio nel mondo del nettare di Bacco, tra musica popolare, sapori tipici e momenti di convivialità.
La vendemmia, del resto, è da sempre molto più di un lavoro: è il coronamento di un anno di sacrifici ma anche un momento di gioia collettiva. Uomini e donne, anziani e bambini si ritrovavano attorno alle tinozze; al suono dell’organetto si cantava, si ballava e si raccontavano storie, trasformando la fatica in festa. Un rituale antico, carico di fascino e suggestione, che la Macenata intende mantenere vivo.
Alla manifestazione partecipano quasi tutte le cantine locali, con i loro vini a fare da veri protagonisti. Presenti, tra gli altri: Regina Collis, Luigi Tecce, Cantina Fonzone, Cantine Famiglietti, Cantina Paterno, Antichi Coloni, Nativ, Manimurci, Vinosia, Azienda Agricola Fiorentino, La Massariella, Stefania Barbot, Le Masciare e La Casa sull’Albero.
Il programma
Sabato 22 settembre
Dalle ore 10 alle 17 spazio alle “Stazioni del Gusto”: in occasione dell’arrivo del treno storico alla stazione di Paternopoli, i visitatori possono accedere a itinerari enogastronomici guidati dai produttori locali, alla scoperta delle eccellenze del territorio.
Previste visite guidate presso l’Azienda Agricola Fiorentino, Stefania Barbot e Cantine Famiglietti, dove è allestita la mostra fotografica “Uv’è il vino” di Roberto Della Noce, insieme all’esposizione del libretto originale della tratta Avellino – Rocchetta Santa Venere.
Alle 13 pranzo nei ristoranti locali, mentre nel pomeriggio è in programma un’anteprima dell’antico rituale della pigiatura dell’uva nei tini.
La Macenata si conferma così una manifestazione senza tempo, capace di unire memoria e contemporaneità in un’unica grande festa dedicata al vino e all’identità irpina.