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Suicidi e crisi sociale in irpini

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Un giovane Irpino, ha deciso di risolvere i sui problemi, le sue insoddisfazioni, la sua solitudine suicidandosi, l’ennesima morte tragica che si aggiunge alla triste e lunga lista che caratterizza la nostra Provincia.

Un luogo in cui il malessere giovanile e, non solo, spesso si materializza con atti estremi, oppure rifugiandosi in droga e alcool, i più determinati scelgono di abbandonarla questa bella e maledetta terra cercando una nuova speranza in giro per il Paese.

Penso al dolore della madre, dei fratelli, degli amici, non posso non immaginare gli attimi che hanno preceduto quel gesto tanto estremo, compiuto in un momento di razionalità, quel punto d’equilibrio che gli ha dato la forza di lasciarsi andare, invaso dalla certezza che tutto era vano, che la speranza non era più un suo sentimento.

Penso a quanti in questo momento tra i tanti che hanno perso un lavoro, che vivono con gli ammortizzatori sociali a 700 euro al mese, che sono disoccupati da sempre, che non riescono più a mandare avanti la loro piccola attività artigianale perché travolti dai debiti, non aiutati dalle istituzioni, con le banche impegnate a salvare loro stesse, tentano di non essere risucchiati nel buco nero della disperazione.

Sono militante di partito, pertanto, sento il dovere di porre a me stesso un interrogativo: ma la politica, nel suo complesso è consapevole della durissima crisi sociale in cui stiamo cadendo;

C’è qualcuno che sente sulle sue spalle la responsabilità di questo stato di cose ?

Chi è il mandante di questo drammatico declino ? chi è l’esecutore ?

Io penso che il mandante è questo modello economico e sociale, iniquo, ingiusto, che mette al centro il profitto e non i veri valori,indifferente al benessere del genere umano, un animale disposto a divorare vittime pur di sopravvivere; esse sono i giovani, gli anziani, i lavoratori, i bambini i più deboli, l’arma è il modello sociale che da diversi anni si è radicato nella nostra civiltà,in cui sei visibile se possiedi,se hai potere, se sei bello, in definitiva un modello che marginalizza chi ha la voglia di sognare ancora, chi vorrebbe essere ascoltato per quello che esprime, per la sua intelligenza; l’esecutore è una casta politica fattasi sistema, anime morte chiuse nel fortino,impegnate a consolidare il potere acquisito, per questo decise a spegnere le speranze, perché quando non c’è fiducia viene meno l’autostima, la voglia d’essere protagonista ,individuo pensante in una moltitudine militante, quindi ricattabile,sottomesso , muto,cieco e sordo. Chi conserva la propria dignità deve ribellarsi a tutto ciò, non possiamo permettere che ancora una volta la povera gente sia loro complice. Lo dobbiamo alle tante persone sole che hanno deciso di non reagire più.

Ho tentato di non essere ipocrita, spero di esserci riuscito.

Avellino li 30 novembre 2010

 

                                                                                  Tony Della Pia

                                                                      Segretario Provinciale PRC- FDS