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La Discesa in campo dell'UDC

 

PATERNOPOLI/Politica in fermento

 

LA DISCESCA IN CAMPO DELL'UDC

 

Dunque: dove eravamo rimasti? Sì, era proprio di febbraio. Febbraio di un indimenticabile e sofferto inizio di 2008. Uscimmo dal Centro Sociale Samantha della Porta di Avellino e scegliemmo da che parte stare. Orgogliosi e fieri della nostra storia e della nostra identità che mai potevamo svendere, scegliemmo per primi di percorrere con il Presidente De Mita, con Giuseppe De Mita una nuova strada. Probabilmente non immaginavamo neanche dove si andasse a finire, ma l'intelligenza politica del Presidente De Mita ci tranquillizzava. Uscimmo dal Samantha della Porta di Avellino con il grosso peso di una scelta che per noi cattolici democratici non ammetteva sconti. Non poche volte abbiamo parlato, raccontato anche sui quotidiani della nostra inquietudine. Eppure abbiamo sempre ascoltato. Eppure abbiamo sempre avvertito del nostro disagio. Non ci interessavano più discorsi di circostanza. Avevamo bisogno di risposte. Tutte cose queste che ci obbligavano, se il problema veniva affrontato seriamente, a non avere fretta, a non accelerare su un processo dove non c'era niente di scontato, ma tutto da costruire. Ma dove era lo scandalo se ci ponevamo domande riguardanti il senso del sacro, la religiosità, la questione cattolica, l'esaurimento della parabola storica del socialismo. Quale peccato di lesa maestà commettevamo se ostinatamente affermavamo che la politica italiana non poteva nè può sottovalutare la religiosità che è un sentimento vivo, è un insieme di valori, di superstizioni, di paure e di ansie presenti nella coscienza umana. La tutela della libertà religiosa è la sfida con la quale deve misurarsi qualsiasi formazione politica che voglia davvero essere grande e rappresentativa. E quale provocazione si commetteva nel valutare l'allora congresso dei DS di Firenze come un momento che a tratti ha restituito rigurgiti inquietanti di involuto socialismo anticlericale che non guardava al futuro ma a Porta Pia? Gridavamo solo a gran voce che se era così, se questa era la strada, non si andava da nessuna parte, perché tanto delimiterebbe un percorso che era diverso dal nostro, in quanto si trattava del recupero delle tradizioni socialiste verso l'evoluzione. Questa era la nostra inquietudine. Inquietudine che non ci poteva fare più rimanere in una casa che non era la nostra, che non abbiamo mai sentito essere la nostra. Coraggiosi della prima ora, senza esitazione, ma sicuri di una guida certa, esperta lungimirante del Presidente De Mita, accompagnati nel nuovo viaggio dalla narrazione che ora per ora, giorno per giorno, Giuseppe De Mita dava alle nostre ansie quotidiane, imboccammo la strada che oggi ci vede in una casa, quella dell'UDC, che è la più rappresentativa delle nostre aspettative, dei nostri valori, delle nostre speranze. Oggi dobbiamo raccontare non più di una speranza vaga, incerta, pronta ad implodere; oggi dobbiamo vivere la speranza. La speranza che questa formazione politica, l'UDC, da alle nascenti e sempre più pressanti richieste di una società fortemente in crisi. L'UDC, scende in campo anche a Paternopoli. Scende in campo con l'ambizioso progetto di organizzare una casa comune dei moderati. Abbiamo dalla nostra parte una classe dirigente mai come in questo momento coesa, fortemente unita e motivata. Ci impegniamo ad essere la novità dello scenario politico paternese, sicuri di una capacità che ci porterà a leggere e vivere i bisogni di chi chiede e non ha, di dare risposte concrete alla crescente inquietudine giovanile, di dare speranza a chi vanamente l'ha ad oggi invano chiesta. Ecco, noi a Paternopoli continueremo a volare in alto. Continueremo il nostro impegno nella certezza di essere dalla parte giusta, sempre al servizio della gente. Nei primi giorni di marzo, daremo visibilità fisica a questo nostro progetto con l'apertura di una sezione a Paternopoli. Con la guida del Presidente Ciriaco De Mita e la sperimentata e totale disponibilità del Vice Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Avellino dott. Giuseppe De Mita, siamo certi di poter ridare speranza e dignità alla politica.

                                                                          Il Coordinamento provvisorio UDC - Paternopoli

                                                                    Sig. Duilio Raffaele BARBIERI - Sindaco Paternopoli

                                                                    Geometra Luigi Barbieri - Assessore

                                                                    Dott. Vincenzo D'Amato (veterinario)

                                                                    Dott. Arch. Mario SANDOLI

                                                                    Dott. Giuseppe TECCE