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Capitolo 33 - Strade municipali

In conformità di quanto disposto con l’articolo 17 della legge 20 marzo 1865, il 29 settembre 1866 fu compilato l’elenco delle strade comunali che risultarono essere in numero di 104:

1-Largo della Piazza, nell’abitato (m. 57x21), dall’angolo del casamento di de Iorio a quello dell’eredità Rossi (l’attuale piazza XXIV Maggio, dallo spigolo del complesso edilizio a lato della scalinata che discende su via San Vito, allo sbocco del primo vicolo Sottochiesa); 2-Disotto della Piazza, nell’abitato (m. 45x11), dall’angolo del Palazzo Antonellis che si congiunge con le altre di S. Sebastiano (tratto di strada volgarmente detto “sotto la ferriata”); 3-Pendino, nell’abitato (m. 130x3), dall’angolo della casa Bograri a quella degli eredi del fu Nicola Martini, nella larghezza si è tenuto calcolo del solo capostrada (l’odierna via Salvatore De Renzi); 4-Taverne, nell’abitato (m. 125x7), dalla prospettiva della Casa Leone all’angolo della casa degli eredi del fu Carmine Sandoli (l’odierno tratto rotabile compreso fra lo sbocco di via Salvatore De Renzi e l’inizio della strada per Acquara); 5-Puzzaco, dal lato destro in massima parte campagna (m. 61x5), dal descritto punto fino all’ultima casetta fuori l’abitato del Signor Nicola Sacerdote de Renzis (ad iniziare dall’imbocco della via per Acquara, tratto dell’odierna strada che conduce al cimitero); 6-Fontana dei Gavetoni, il lato sinistro è campagna (m. 31x3), dall’angolo della Casa Leone a quello della casa di Pietro Palermo Cicchitiello, nella larghezza si è tenuto calcolo del solo capostrada (l’attuale tratto rotabile compreso fra lo sbocco di via Salvatore De Renzi e l’inizio della strada per la Pescarella); 7-Largo Fontana dei Gavetoni, in massima parte campagna (m. 31x15), dall’angolo della taverna Antonellis al muro di prospetto sull’orto del Sig. di Iorio Giuseppe (tratto iniziale della strada per Pescarella. La taverna, un tempo dei Rossi, nella seconda metà del XVIII secolo era stata trasferita, in assegnazione dotale, ad un esponente della famiglia Antonellis); 8-Baracche, abitata (m. 99x3), dall’angolo della taverna Antonellis all’angolo della casa di de Iorio Giuseppe dirimpetto alla strada S. Vito, nella larghezza si è tenuto calcolo del solo capostrada (l’odierno corso Garibaldi); 9-Largo dell’Angelo, abitato (m. 42x40), di forma triangolare, 1^ base di esso dalla descritta casa de Iorio all’angolo della casa di Volpe Ferdinando, 2^ dal detto punto al ridosso della cella di S. Michele; la figura è equilatera (attualmente piazza IV Novembre); 10-Pozzo, in massima parte campagna (m. 90x4), dall’angolo della casa Volpe Ferdinando al cancello del Signor Iorio Giovanni (il tratto della statale 164 compreso fra piazza IV Novembre e l’aiuola al centro della quale è eretta la croce in ferro); 11-Largo del Pozzo, abitato in parte (m. 16,50x16), compreso nella lunghezza della strada precedente, dal gomito dell’orto di de Iorio Giovanni al prospetto della casa Iorio Giuseppe (il piazzale centralmente occupato dalla predetta aiuola); 12-Fuori il Pozzo, da un lato abitato, dall’altro campagna (m. 94x5), dall’angolo della casa di Raffaele Palermo, all’ultima degli eredi Antonellis, al cancello (il tratto più interno del borghetto e la strada, oggi in disuso, che seguiva); 13-Larghetto dell’Angelo, abitato (m. 15x9), dirimpetto al palazzo di de Iorio Giovanni (a monte dell’omonimo Largo, all’imbocco di via Acqua dei Franci); 14-Acqua dei Franci, abitata (m. 108x3), dall’angolo della casetta Iorio, anticamente di Antonio Pecce, all’angolo della casa di Maddalena d’Amato; 15-Acqua dei Franci, abitata (m. 48x7), dalla casa di Felice Liberto all’estremità dell’orto di Rosanio Raffaele (segmento della strada che ripiega ad angolo in direzione del paese, comunemente nota come via “sotto a l’Ortola”); 16-Inchianata, campagna (m. 130x2,50), dal descritto punto all’angolo dell’orto degli eredi del Signor Nicola Pasquale de Renzis (oggi detta via Salita Porta); 17-La Porta, abitata (m. 41x10,50), partendo dalla Piazza, dall’angolo del Palazzo di Vincenzo Famiglietti all’angolo del portone Martini Musachi (il tratto iniziale di corso Vittorio Emanuele, da piazza XXIV Maggio al piazzale che del corso ha il nome); 18-Largo della Porta, abitato da tre lati (m. 41x22), dal prospetto del descritto portone al palazzo degli eredi di Nicola Pasquale de Renzis, e dal giardino di costoro al prospetto della casa Famiglietti (l’attuale piazzale Vittorio Emanuele); 19-La Porta, abitata (m. 68x5,50), dall’angolo del palazzo di de Renzis fino alla casa degli eredi di Domenico Conte (il tratto a monte dell’odierno corso Vittorio Emanuele); 20-Nuova di Costantinopoli, campagna (m. 68x8), dal descritto punto fino all’angolo della casa di Felice Conte (via Cesare Battisti, fino al gruppo di case presso la chiesa di San Giuseppe); 21-Largo Costantinopoli, abitato da due lati (m. 36x22), dalla casa di de Iorio Giuseppe e Vicco Nicola fino al lembo del fondo di de Iorio Giovanni; casa di Samuele Troisi opposta di Marcello Famiglietti, in mezzo del quale si eleva la Congrega dei Morti (il largo al cui interno è eretta la chiesa di San Giuseppe); 22-La Croce, abitata (m. 150x9), dall’angolo della casa di Samuele Troisi al prospetto della chiesetta di S. Antonio; se nella detta strada non fussero rialzate la casa del Sig. Martini Antonio, Famiglietti Marcello e la baracca degli eredi di Nicola Pecce, avrebbe la larghezza di metri 17 (dalla chiesa di San Giuseppe alla traversa, a mano sinistra, che immette a Parco Capuani); 23-Dietro S. Antonio, abitata (m. 35x5), dall’angolo del prospetto della chiesa, all’angolo della casa degli eredi di Benedetto Iorio (il tratto di via Croce successivo a quello precedentemente descritto. La chiesa, in origine intitolata alla sola Santa Maria delle Grazie, rilevata dalla famiglia Modestino, era stata aperta anche al culto di Sant’Antonio da Padova); 24-Capuani, abitata (m. 58x6), dal descritto punto al Casino Rossi (l’ultimo tratto dell’odierna via Croce, fin dove biforca a sinistra per la fontana della Pescara); 25-Di sopra di Costantinopoli, campagna (m. 63x6,50), ha principio dall’angolo del cimitero sino alla terrazza degli eredi di Alessandro Ferrara (strada che, dalla zona di incontro di piazzale Kennedy con via Croce, discendeva verso l’odierno Parco Capuani); 26-Largo della Torre, abitato da un sol lato (m. 72x63), compreso l’edifizio della stessa, il cimitero e la via che porta allo stesso (la parte meridionale dell’odierno piazzale Kennedy, dall’inizio di via Croce alle prigioni della torre, oggi adibite a museo); 27-Larghetto della Torre, abitato da un sol lato (m. 27x9), a ridosso della casa Romanelli (la parte di piazzale Kennedy compresa fra le prigioni della torre e l’imbocco di via Nazario Sauro); 28-Li Fossi, abitata da un sol lato (m. 72x27), compresa la lunghezza dell’orto Romanelli e via sottoposta fino all’angolo del Palazzo Rossi (il tratto di via Nazario Sauro compreso fra piazzale Kennedy e l’inizio della rampa, a mano destra, che discende sulla sottostante via che conduce alla statale 164); 29-Dietro Corte, abitata (m. 63x10), dal detto punto all’angolo del Palazzo Pergamo (dall’inizio della suddetta rampa alla strada che da piazza XXIV Maggio discende alla statale 164); 30-Larghetto alla Piazza, abitata (m. 7x8), ove è situata la croce (all’imbocco del viale del Santuario, dove attualmente è la fontana a zampillo); 31-Salita della Chiesa, abitata (m. 47x10), sino al prospetto della Chiesa (l’odierno viale del Santuario); 32-Piazza della Chiesa, abitata (m. 16x7), a sinistra in fondo alla porta d’essa, dall’angolo della casa Antonellis a quella Iorio, di forma triangolare isoscile (attualmente piazzetta Sottochiesa), 33-Larghetto sopra al Vicolo della Chiesa, abitato (m. 10x7), misurato dall’angolo della casa Iorio (piazzaletto di accesso al 1° vicolo Sottochiesa); 34-Vicoletto al di sotto di detto largo, abitato da un sol lato (m. 17,20x1,80), dall’angolo della casa di Palma Morsa a quello degli eredi Rossi (1° vicolo Sottochiesa); 35-2° Vico della Chiesa, abitato (m. 25x1,60) (2° vicolo Sottochiesa); 36-Vico che dalla Chiesa sbocca alla porta piccola, abitato (m. 10x2,20) (da viale del Santuario a piazetta Scala Santa, passando dinanzi all’ingresso del campanile); 37-Largo della porta piccola della Chiesa, abitato (m. 20,60x10,50) (la parte dell’odierna piazzetta Scala Santa delimitata dal muro della chiesa maggiore); 38-Largo Scala Santa, abitato (m. 11x8), contiguo all’altro descritto (la parte dell’odierna piazzetta Scala Santa ai piedi dell’omonima chiesetta); 39-Vicoletto Scala Santa, abitato (m. 8,20x2,50) (che dal tempietto risale in direzione di via Nazario Sauro); 40-Largo di detto vicolo, abitato (m. 19x8), sul quale è edificata una casetta di Paolo Troisi in un angolo, di metri 5x3,60 (piazzaletto in cui sbocca il predetto vicolo); 41-Stradetta che sbocca ai Fossi, abitata (m. 16x8,40), in essa è edificata la casa di Federico Troisi di metri 6 per 3 (tratto che, oggi comprendente una rampa di scale, collega il suddetto piazzaletto con via Nazario Sauro, all’altezza del monumento ai Caduti); 42-Largo di S. Francesco, abitato (m. 20x8), dall’angolo della casa di Pasquale Caporizzo al prospetto della casetta Iorio, una volta dei Girolamo (traversa di collegamento fra il piazzaletto al di sopra della Scala Santa e via San Francesco); 43-Vicoletto sopra al largo della porta piccola della Chiesa, abitato (m. 8,50x1,70), (primo tratto di via San Francesco, da piazzetta Scala Santa alla traversa suddetta); 44-Vico lungo S. Francesco, abitato (m. 23x2,50), dall’angolo della casa di Giuseppantonio Liberto al prospetto della casetta di de Iorio Giovanni (il tratto restante di via San Francesco, sino allo spigolo della chiesa omonima); 45-Innanzi la Congrega di S. Francesco, abitato (m. 20x2,90), fino all’estremo della casa Romanelli escluso il giardino (prospiciente alla chiesa di San Francesco nel tratto iniziale, è oggi inesistente in quello terminale; sboccava dove inizia via Nazario Sauro); 46-Vicoletto della Torre, abitato (m. 31x2,50), dall’angolo della casa Sara al prospetto dell’orfanatrofio (oggi inesistente, sostituito da un passaggio ricavato all’interno del complesso della casa comunale); 47-Vicolo di sotto della Torre, abitato (m. 17x2,80), dall’angolo della casa degli eredi Ferrara fino all’angolo di de Iorio Giuseppe (il tratto a monte di via Torre, compreso fra l’inizio delle scale di accesso alla casa comunale e l’orto a tergo della stessa); 48-Continuazione del vicolo di sotto della Torre, abitato (m. 31x4), dal detto punto al magazzino di de Iorio Giovanni (il restante tratto di via Torre fino all’estremità della vecchia via della Dogana); 49-Calata della Porta, abitata (m. 11,60x8,60) (traversa di collegamento fra le vie Torre e Vittorio Emanuele); 50-Salita S. Francesco, abitata (m. 29x4,70), dall’angolo della terrazza Iorio Giovanni al vico lungo S. Francesco (ex via della Dogana, oggi via San Francesco); 51-Vicoletto chiuso della Dogana, abitato (m. 22,40x2,80), sino al termine del cortile Famiglietti (dall’ex via della Dogana a tergo della chiesa maggiore; è detto chiuso perché ormai occlusa era la via, un tempo detta “dello cimitero”, che conduceva al piazzaletto sotto la chiesa); 51-Continuazione del vicoletto chiuso della Dogana, abitato (m. 18x1,40), dal detto punto sino al prospetto della porta piccola della Chiesa (oggi inesistente, risaliva, costeggiandolo, il muro perimetrale della chiesa maggiore fino a piazzetta Scala Santa); 52-Vicoletto Dietro Corte, abitato (m. 19x1,50), (oggi inesistente, costituiva l’antico sentiero che faceva capo a Rua dell’Inchiostro ed ha diviso in due, fino agli anni ‘80, l’isolato che lungo via Nazario Sauro si contrappone allo stabile che delimita a monte la suddetta Rua); 53-Calata S. Vito, abitata (m. 35x3,50), dall’angolo del palazzo Antonellis sino all’angolo del palazzo Iorio (l’attuale tratto di via San Vito fino alla sottostante piazzetta); 54-S. Vito, abitata (m. 99x5,30), dal detto punto alla casa Famiglietti Marcello (la parte restante dell’omonima via, fino a piazza IV Novembre); 55-S. Sebastiano, abitata (m. 41x3,20), minima larghezza (la traversa che congiunge l’estremità superiore di via San Vito con via Salvatore de Renzi, passando dinanzi alla chiesa di San Sebastiano); 56-Sopra S. Sebastiano, abitata (m. 29x2,60), minima larghezza (traversa parallela alla precedente, passante a tergo della chiesa di San Sebastiano); 57-Vico stretto delle Rose, abitato (m. 22x1,20) (prima Rua delle Rose, a monte, con imbocco da via Salvatore De Renzi); 58-Vico storto delle Rose, abitato (m. 22,50x3,60) (la seconda traversa con imbocco, in fondo a sinistra, dal suddetto vicolo); 59-Calata delle Rose, abitata (m. 24,20x1,70), sino al termine del cortile di de Renzi (prima traversa, con andamento analogo alla precedente); 60-Largo della Calata delle Rose, abitato (m. 12x4) (piazzaletto in cui convergono le suddette traverse); 61-Rimanente della Calata delle Rose, abitata (m. 7,20x2,60) (tratto che dal piazzaletto immette sulla sottostante Strada delle Rose); 62-Strada delle Rose, abitata (m. 58x3) (seconda Rua delle Rose, con imbocco da via Salvatore De Renzi); 63-Vico storto del Pendino, abitato (m. 26x3) (tratto biforcante a sinistra, lungo via Salvatore De Renzi, appena oltre l’inizio della seconda Rua delle Rose); 64-Calata del Pescone, in parte abitata (m. 78x2,20) (l’odierna via Pescone, dall’inizio di corso Vittorio Emanuele alla sottostante via Roma); 65-Pescone, abitata (m. 72x4), dalla casetta Iorio Giuseppe alla casa di Gisonna Raffaele (ai due lati dell’estremità inferiore dell’omonima Calata, quindi comprensiva di parte dell’odierna via Roma); 65-Continuazione di strada Pescone, campagna (m. 40x2), sull’orto Modestino (fino all’estremità inferiore di via Salita Porta); 66-Bovane, campagna (m. 207x6), dalla casetta Antonellis fuori il Pozzo al termine del fondo Iorio Giovanni (strada in disuso che, dal sobborgo Pozzo, proseguiva con andamento pressoché parallelo alla sottostante strada statale 164, allora inesistente); 67-Fornaci, campagna (m. 450x6), dal detto punto al trivio fra i fondi Iorio Giovanni, Zucaro e Sandoli Raffaele (strada che, in prosieguo di quella menzionata, giungeva a ridosso dell’incrocio della statale 164 con la strada comunale “Fornaci-Sant’Andrea”, in località Boane); 68-Dimezzo alle Vallare, campagna (m. 297x7), dal detto punto all’estremo dei fondi Iorio Giovanni (tratto stradale che dalla statale 164 risale fino all’incrocio di Fornaci); 69-S. Quirico, campagna (m. 1.107x6), dall’angolo del fondo degli eredi di Nicola Pasquale de Renzis al trivio, all’angolo del fondo Iorio Giovanni al quadrivio delle Mattine (dall’incrocio in località Fornaci fino alla traversa per contrada Pesco Cupo); 70-Mattine, campagna (m. 711x4,50), dal detto punto al trivio della vicinale dirimpetto alla masseria di Pillella delle Braiole; 71-Di Nusco, campagna (m. 2.628x3), dal descritto punto ai tenimenti di Castello Torella; 72-Di sotto le Mattine, campagna (m. 558x3,60), dal fondo di Salvatore Blasi all’angolo del fondo di de Renzis; 73-Di Torella e S. Angelo, campagna (m. 684x3), dal descritto punto fino al termine della calata S. Ferrara; 74-Carbonieri, campagna (m. 1.080x4), da Pescocupo a Fredane; 75-Vallare, campagna (m. 387x4), dall’angolo del fondo degli eredi di Nicola Pasquale de Renzis al fondo di de Iorio Giuseppe, al principio della salita Serra (dalla strada statale 164 alla strada comunale che discende da località Serra); 76-Serra, campagna (m. 540x3,50), dal palazzo di Martino Musachi al fondo Modestino (da via Croce all’edificio della scuola elementare in località Serra); 77-Calata della Serra, campagna (m. 225x7), dal detto punto alla strada Vallare (dall’edificio della scuola elementare allo sbocco di via Vallare); 78-Che porta a Villamaina, campagna (m. 1.800x5), dall’angolo del fondo degli eredi di Nicola Pasquale de Renzis al Fredane, cioè fin dove congiunge con la strada Carbonieri (dall’incrocio di Fornaci al fiume Fredane); 79-Canalicchio, campagna (1.098x3) dal Casino Rossi al Fredane (dalla fine di via Croce al fiume); 80-Canalicchio di mezzo, campagna (m. 315x2), costeggiando il fondo Modestino; 81-Canalicchio, campagna (m. 1.584x2,50), dal casino Iorio alla Serra al Fredane; 82-S. Maria a Canne, campagna (m. 171x5), dall’angolo della taverna Antonellis all’angolo del fondo di de Iorio Giovanni, dirimpetto alla porta della chiesa (l’attuale tratto superiore di via Pescarella, a partire da corso Garibaldi); 83-Largo S. Maria a Canne, campagna (m. 9x9), difronte alla porta, a forma di triangolo equilatero; 84-Strada Pescarella, campagna (m. 189x4), dal detto punto sino alla parte opposta del ponte; 85-Strada S. Miano, campagna (m. 750x3), dal detto punto fino all’angolo del fondo di de Iorio, al Capo della Corte, cioè al trivio (diramazione di via Pescarella, al di là del ponte, a mano sinistra, in direzione di contrada Sant’Andrea); 86-Di Avellino e Montemarano, campagna (m. 1.468x6), dal detto punto fino al Calore (dal termine della strada di San Damiano fino alla stazione ferroviaria di Castelvetere, passando per località Taverna); 87-Strada Carbonieri Continuazione, campagna (m. 2.079x5), dal quadrivio S. Quirico fino alla Taverna S. Andrea di Iorio Giuseppe (da Pesco Cupo a località Taverna); 88-Casale, campagna (m. 918x3), dall’anzidetto punto alla masseria di D. Nicola Sacerdote de Renzis (da località Taverna all’agglomerato urbano di Casale); 89-S. Pietro verso Poppano, campagna (m. 1.017x1), dal descritto punto fino al Calore; 90-Traversa rotabile, campagna (m. 1.935x7), dalla piazza al ponticino adiacente al fondo di Pasquino Rosario (da piazza XXIV Maggio fino al Fredane, inizialmente attraverso località Piano, per discendere quindi fra Terroni e Felette); 91-Ponte, campagna (m. 1.350x6), dalla cappella di S. M.a delle Grazie al Ponte (strada a tergo del cimitero, detta della Sala, fino al ponte sul Fredane di recente costruzione); 92-Barbassano, campagna (m. 594x3,50), dal ciglio della traversa fino al punto di congiungimento della strada Ponte. La larghezza della traccia è di metri 7 (tracciato dell’odierno tratto della statale 164, dall’imbocco della strada per la Pescara al termine della strada della Sala, in località Corneta); 93-Piano, campagna (m. 288x4), dal ciglio della rotabile al di sopra del cancello Modestino al Puzzaco (dall’imbocco della strada per la Pescara al di sotto del cimitero, fino all’ingresso del parco urbano San Nicola); 94-Calvario, campagna (m. 236x4) (probabilmente la sommità di località San Nicola, o zona limitrofa, così detta perché vi si concludeva la funzione della Via Crucis); 95-Acqua dei Franci, campagna (m. 126x2), dall’angolo dell’orto di Raffaele d’Amato alla Fontana (tratto pianeggiante di un sentiero che collegava piazza IV Novembre a via Serra, presso l’edificio della scuola elementare); 96-Dirrupo della Serra, campagna (m. 360x5), dall’angolo della casa di Raffaele d’Amato al fondo Modestino dirimpetto al Casino Iorio (in prosieguo del predetto sentiero fin oltre località Neviera); 97-Seminario, campagna (m. 591x3), dal fondo Giovanni Iorio al Bosco della Corte, al fondo dello stesso alle Bovane, una volta dei Leoni (strada di collegamento fra Piano del Bosco e Boane); 98-Largo Puzzaco, abitato (m. 25x25), tra le case degli eredi Carmine Sandoli al mezzo del giardino dei de Renzis, triangolo scaleno (piazzaletto da cui ha inizio la strada per Acquara, delimitato a monte da via Carmine Modestino); 99-Acquara, abitata (m. 18x4,70), dal punto dell’atrio della casa di D. Nicola de Renzis abitata dagli eredi Camorgia al principio del giardino di D. Luigi Sandoli (tratto di via per Acquara successivo allo spiazzo precedentemente descritto); 100-Continuazione di Acquara, campagna (m. 140x5), dal detto punto alla Fontana; 101-Largo Acquara, campagna (m. 18x8,50); 102-Lavinella, campagna (m. 369x4), dalla masseria Iorio all’Acquara fino al fondo Modestino dove immette la strada Chiarino; 103-Chiarino, campagna (m. 864x5), dal detto punto all’angolo dei Serroni; 104-Serroni, campagna (m. 1.125x3), dal detto punto al Fredane. Paternopoli li 29 settembre 1866.

Firmati: La Giunta Municipale - Il Sindaco Presidente G. de Iorio. I Componenti C. Modestino, N. dei Baroni Antonellis. Il Vice Segretario Luigi Bograri1.

Sfuggì al novero via Cappelloni, la mulattiera compresa nel percorso della Via Crucis, così denominata per la presenza di due grosse cappelle che avevano funzione di stazioni di posta; né si considerò Rua dell’Inchiostro. Furono altresì volontariamente esclusi i due tratti di via Roma in quanto resi impraticabili per i cumuli di rifiuti che li ingombravano.


1 Archivio di Stato di Avellino - Prefettura, Inventario 2 - Busta 628 - Fasc. 12374.

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