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Carnevale, «Paternopoli non si ferma dinanzi ai vigliacchi»

L’intera comunità, dal sindaco agli artisti impegnati nella costruzione dei carri, fanno quadrato e rilanciano: vi aspettiamo dal 7 al 9 febbraio per uno spettacolo unico

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Verrebbe quasi da dire che “quello che non ti uccide ti fortifica” se si pensa a ciò che sta accadendo a Paternopoli dopo il blitz delle Forze dell’Ordine nel capannone dove erano in corso i preparativi per l’allestimento dei carri allegorici. Tutto sarebbe nato da un esposto su presunte irregolarità nelle misure di sicurezza e nell’approvvigionamento dell’energia elettrica.

Una vera e propria mobilitazione sui social da parte di tanti ragazzi e ragazze che si sono sentiti colpiti in prima persona da un esposto che, per qualche ora, ha messo in pericolo la 37esima Edizione del Carnevale Paternese. Una Paternopoli colpita al cuore a suon di carte bollate, ma che, invece di soccombere davanti al colpo sferrato a tradimento da uno dei suoi stessi “figli”, ha deciso di ricompattarsi intorno a un sogno di luci e colori, coriandoli e musica, carri e balli.

La “Viareggio d’Irpinia”, consacratasi come ambasciatrice dei Carnevali provinciali, non vuole mollare il suo scettro. Trentasette anni non possono essere cancellati con un colpo di spugna, la storia non può essere dimenticata a colpi di ricorsi. Qui la politica non c’entra. Qui non si tratta di maggioranza o minoranza, partiti o liste, amici o nemici. In questa storia è Paternopoli nella sua interezza a essere stata colpita da un attacco vile. In un territorio in cui si fa, spesso, fatica a trovare lavoro. In cui, al di fuori delle scuole o dello sport, c’è poco o niente. In cui tanti ragazzi sono costretti a partire. Ci si prende il lusso di colpire una delle poche eccellenze rimaste, una delle poche tradizioni che ancora non sono scomparse. Su quelle strade in questi trentasette anni i padri sono diventati nonni, i bambini sono diventati adulti. Su quelle strade, la Domenica e il Martedì Grasso di ogni anno, si sono costruiti sogni.

Un esposto, si diceva, che non ha fatto altro che ricompattare maggiormente un ambiente che non sempre, in passato, ha dimostrato unità.

«Nelle ultime ore ho ricevuto numerose telefonate da parte di carristi che all’inizio non avevano voluto partecipare all’edizione di quest’anno, decidendo di prendersi un anno sabbatico – afferma Raffaele Troisi, uno dei giovani organizzatori – Si sono detti pronti a dare una mano ai ragazzi che stanno lavorando ai carri allegorici. Hanno detto che possiamo su di loro in caso di necessità, dimostrando grande solidarietà».

Quel senso di solidarietà che esce fuori, appunto, quando vedi qualcuno in difficoltà. Quel senso di solidarietà che in alcuni momenti della vita ti fa superare le incomprensioni facendoti così scendere dall’“Aventino” personale sul quale ti eri rintanato.

Una volta un tale disse che un paese in cui l’anonimato regna sovrano è un paese senza futuro. Sta proprio qui il punto. Partendo dal presupposto che, come è giusto che sia, le cose vanno fatte, sempre, seguendo la legge, va anche detto che la legge non può essere un vestito messo a piacimento a seconda delle circostanze, diventando il mantello dietro il quale nascondersi per seminare l’odio e la divisione.

Dietro ogni carro ci sono mesi di lavoro, in cui tutti, con grande passione, si cimentano nella costruzione del loro gioiello. Un Carnevale che, da sempre, mantiene intatte le sue maschere di ieri e ne aggiunge altre che riflettono gli spaccati di attualità da vivere burlescamente, attraverso una satira pungente e perciò spesso trasgressiva. Un Carnevale, quello di Paternopoli, che va comunque ben al di là di quello che si vede la Domenica e il Martedì con la popolazione completamente coinvolta in quello che è divenuto un appuntamento irrinunciabile.

Veri e propri artisti come Giuseppe Scala o Raffaele Giusto che hanno deciso anche quest’anno di mettersi in gioco e che hanno risposto presente all’appello degli organizzatori. Notti insonni per completare i propri gioielli, tempo sottratto alle proprie vite unicamente per rincorrere una passione. Loro e tutti gli altri ragazzi che hanno deciso di intraprendere la propria “missione carnevalesca”.

«Noi vogliamo solo completare il lavoro che abbiamo cominciato. Il Carnevale non è nostro ma dell’intera popolazione. Facciamo tutto questo unicamente per passione. Non abbiamo secondi fini».

Ragazzi che passano le proprie notti al freddo per completare vere e proprie opere d’arte e che martedì sera si sono dovuti confrontare con gli agenti di Polizia di Ariano per via di un esposto. Ragazzi come Enzino, uno dei pilastri portanti delle serate nelle quali la fantasia della matita prende la forma viva della cartapesta.

Il tutto senza dimenticare nomi che hanno fatto la storia di questa manifestazione come Antonio Modano, Sabino Blasi, Raffaele Grasso, Pino Boccella, Lello D’Amato e tanti altri.

Nonostante tutto, però, l’intenzione è quella di andare avanti. Di continuare quell’avventura colorata cominciata trentasette anni fa.

«Carnevale si farà nel pieno rispetto delle regole. Aspettiamo tutti il 7 e il 9 Febbraio a Paternopoli». Anche il sindaco Giuseppe Forgione non usa giri di parole.
Di fatto, per il primo cittadino, il Carnevale non è a rischio dopo il blitz di martedì sera.
«Una “visita”, - continua il sindaco - quella degli agenti, che rientra nell’ambito dei normali controlli che vengono svolti sul territorio provinciale. Il capannone non è stato posto sotto sequestro. Stiamo vedendo il da farsi, ma Carnevale non è in pericolo».
Tutto sarebbe nato da una denuncia anonima su presunte irregolarità nelle misure di sicurezza.

«Ci troviamo di fronte all’atteggiamento sbagliato di un anonimo che non ha fatto altro che ricompattare tutta la parte sana del paese e che considera una vigliaccata il suo modo di fare. Carnevale è una delle eccellenze di Paternopoli. Chi ha presentato l’esposto non lo ha fatto perché voleva attaccare il sindaco, lo ha fatto perché voleva attaccare Paternopoli nel suo complesso».

«L’Amministrazione Comunale, gli organizzatori e i carristi stanno facendo tutto il possibile perché la 37esima edizione del Carnevale sia un successo. Due o tre persone non rappresentano nulla di fronte a un paese che si è sentito colpito nella sua interezza. Siamo di fronte a un attacco trasversale a tutta la comunità. Noi non ci fermeremo. Non lo faremo per i ragazzi e i bambini che da anni si dedicano anima e corpo al nostro storico Carnevale. Sono loro i primi a non meritare questa vigliaccata ed è per loro che andremo avanti più forti e più compatti di prima».

I bambini appunto. Quelli che, insieme ai più grandi, ormai da settimane stanno provando i propri balletti all’interno della palestra della scuola elementare. I balletti, l’altro grande protagonista del Carnevale Paternese e che negli anni scorsi sono stati l’altro fiore all’occhiello grazie anche a Carmela Sandoli e Luca Caprio.

Una volta Arthur Schopenhauer disse che “la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”. Ebbene, Paternopoli vuole continuare a sognare…

 

Tratto da Orticalab